Il mio diario

Qui di seguito descriverò le mie impressioni e le mie esperienze più recenti.

 

Sarò felice di leggere i vostri commenti nel libro degli ospiti. Potete anche contattarmi direttamente.

 

Venerdì, 7 ottobre 2011
Finalmente è venerdì!

La mia disposizione d'animo quando si avvicina il fine settimana si può riassumere in due parole: finalmente è venerdì! Il lavoro è terminato. Nei prossimi due giorni potrò dedicarmi alle cose importanti della mia vita che mi rendono felice.

Per questo fine settimana non ho programmato gite. Quindi probabilmente il sabato incontrerò degli amici per fare un po' di tiri e poi mi rilasserò a casa in compagnia del mio gatto Cesare. Vi ho già detto che non vedo l'ora che arrivi il fine settimana?


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Mercoledì, 21 settembre 2011
Come creare velocemente un sito web


Oggi un mio amico si è informato sul mio sito internet. Suo padre è medico e vorrebbe avere un sito internet per presentare il suo ambulatorio ai pazienti. Mi ha chiesto se so come creare in modo semplice e veloce un sito web anche per chi non ha esperienza.

 

Poiché mi rivolgono spesso domande di questo tipo, ecco la mia risposta: sì, la homepage Do-It-Yourself di 1&1 è la soluzione ideale anche per lavoratori autonomi, professionisti e piccoli imprenditori. Guardate questo video di 1&1, tutto è spiegato in modo chiaro e semplice.

IL BLOG di Salvatore Lo Presti

<< finalmente nella f.i.g.c. partono le riforme: mercato corto e seconde squadre i primi passi, ma e' solo l'inizio>>

 

Ci sono Dirigenti (!) e dirigenti (?) nel mondo del calcio. In pochi giorni Giovanni Malagò, presidente del CONI e Commissario Straordinario alla Lega di Serie A (che appartiene evidentemente alla prima categoria, quella con la “D” maiuscola) ha attuato una delle riforme che né l’ex presidente della FIGC Tavecchio (sicuramente aggregabile alla seconda categoria, quella con la “d” assai minuscola) né i vertici della Lega stessa erano riusciti a realizzare.

      Malagò infatti con un provvedimento tempestivo ed utilissimo ha già accorciato la durata delle due finestre di mercato facendo in modo che quella estiva, in particolare, chiuda alla vigilia dell’inizio del campionato. Eliminando così lo sconcio di allenatori che debbono lavorare con una rosa soggetta a variazioni improvvise ed ai tifosi di abbonarsi ad una squadra di cui non conoscono con certezza neanche l’identità dei giocatori.

      Una decisione di grande utilità, di una semplicità sconvolgente (era già stata adottata qualche mese addietro anche dalla Football Association inglese, che aveva dato l’esempio) e che farebbe bene il presidente dell’UEFA Ceferin a prendere seriamente in considerazione, per creare una auspicabile omogeneità di scadenze anche a livello europeo.

         Un’altra delle riforme vitali per lo sviluppo e la crescita del nostro calcio – studiata e poi messa in un cassetto durante la gestione Tavecchio – quella delle cosiddette “seconde squadre” è stata ripresa in mano dal Commissario Straordinario alla FICG Fabbricini ma la sua attuazione, dopo lunga trattativa con la Lega di Serie C, è stata procrastinata alla stagione 2019/20.

     Secondo me non è un male. Perché questo tipo di riforma a mio avviso va analizzata e meditata molto meglio e corretta nella modalità di attuazione. Il suo scopo è quello di facilitare la crescita dei giovani e avvicinarli alle prime squadre, visto come è dimostrato che oggi il “salto” fra la Primavera è la Serie A (almeno per le squadre di un certo livello) è troppo alto, e gran parte di chi si affaccia alla Serie A fatica a restarci stabilmente.

       Molti anni addietro avevo condotto personalmente uno studio sul problema (precorrendo di quasi trent’anni la FIGC…) ed ero arrivato ad una conclusione provata. Prendendo in considerazione i calciatori che avevano esordito in Serie A nel 1972 (l’ultimo anno in cui fu disputato, prima di essere sciaguratamente soppresso) il “Torneo De Martino”, avevo potuto accertare che cinque anni dopo il 90% di loro aveva ancora posto in una squadra professionistica. Spostandomi avanti di cinque anni, un lustro dopo l’abolizione del De Martino, considerando cioè gli esordienti in A del 1977, questa percentuale si era drasticamente e tragicamente abbassata intorno al 50%, quasi dimezzandosi cioè.

       Il motivo era chiaro a tutti, meno che ai dirigenti della FIGC e delle Leghe: Il “De Martino” era un campionato riserve in pratica, e consentiva ai giovani calciatori più promettenti di giocare con gli effettivi della prima squadra che temporaneamente, per valutazione tecnica o perché reduci da infortuni, erano fuori dalla formazione tipo. E consentiva loro soprattutto di giocare contro le riserve della squadra avversaria. I giovani insomma imparavano a giocare con i grandi e soprattutto contro i grandi. Tutti giocatori esperti e motivati perché volevano riconquistare un posto da titolare. Uno strumento di crescita prezioso per i giovani in rampa di lancio, che dava i suoi frutti. Vero che allora non c’erano le sostituzioni né le rose allargate che ci sono adesso, ma il problema si potrebbe risolvere giocando a metà settimana (e non il sabato come si faceva allora).

     Ora vorrei far presente un’altra cosa al commissario Fabbricini ed ai suoi consiglieri: inserire le cosiddette seconde squadre in un campionato di secondo o terzo livello avrebbe troppi inconvenienti. Il primo sarebbe il fatto che col clima di rivalità e sospetti che regna negli ambienti del nostro calcio, la sola lettura della formazione di una seconda squadra che giochi contro una prima squadra del campionato di competenza susciterebbe una valanga di polemiche, sospetti, accuse certamente non positive.

      Il secondo, più sostanziale, è che inserendo le seconde squadre in un campionato di terzo livello (Serie C) i giovani non avrebbero molto da imparare per crescere: semmai sarebbero i giocatori di questa categoria a poter imparare e migliorarsi giocando contro i più promettenti elementi delle più importanti squadre di Serie A, che sicuramente hanno avuto una scuola migliore.

        Per questo li invito a riflettere seriamente sulla modalità di strutturare l’attività delle seconde squadre. Alla luce della mia esperienza, penso che possa fornire risultati migliori l’istituzione di un campionato riserve tout court, una nuova edizione riveduta e corretta del vecchio e mai sufficientemente rimpianto torneo “De Martino”. Torneo che aveva fatto molto al nostro calcio, facendo crescere i giovani con la giusta gradualità e preparandoli adeguatamente al salto in prima squadra. Che oggi, per la maggior parte di loro, è diventato un salto nel buio.                                                               Salvatore Lo Presti

 

Torino, 22 marzo 2018